il dolore è come la pioggia

a volte “schizzechea”
a goccia a goccia
e sembra quasi una carezza
sul cuore
a volte scroscia forte
come un temporale
e fa tremare tutte le ossa
altre volte è leggera
ma persistente e la
senti nelle vene
come fossero stille di ghiaccio
ma quella che fa più male è
la grandinata d’estate
che ti sorprende all’improvviso
mentre ti stai godendo il sole
e devasta ogni cosa che
avevi pazientemente ricostruito

Monica

Annunci

da qui

da qui,
dal mio angolo buio,
vedo passare la vita degli altri:
mamme col pancione,
mamme in difficoltà,
uomini con problemi seri,
padri rimasti senza qualcosa,
figlie che devono compensare quel qualcosa…
Vedo tutto come un film
niente mi tocca davvero
eppure tutto mi penetra nell’animo
sono sola
ma ho tutto il mondo
eppure il mondo non ha me
e stavolta è tutto davvero chiuso
nessuno può nemmeno bussare
qui
nel mio angolo buio

Ho sognato il mio sorriso

mi manca il mio sorriso
i miei occhi brillanti
le mie decisioni immediate
Mi manca quello che non ho avuto
Ho visto il mio sorriso
in un sogno stanotte
ero di profilo
guardavo qualcosa
o qualcuno chissà
e sorridevo
e quello per me
era il più bel sorriso del mondo
un sorriso riconquistato
C’era una luce speciale sul mio viso
Rivoglio quella luce
e continuerò a fare di tutto
per riaverla
se raggiungo il primo traguardo
raggiungerò
anche tutto il resto

La farfalla con le ali di pietra

e ci provi a rialzarti
dopo l’ennesima
batosta che la vita
ti regala
ma senti ali pesanti
ali di pietra
e non puoi fare altro
che restare a terra
pregando che
quelle ali si
ritrasformino
in ali leggere e colorate
per riprendere il volo
nessuna mano
può aiutarti ad alzarti
se non quelle che si uniscono
in una muta preghiera
aiutatemi a scacciare
ciò che rende pesanti
le mie ali
aiutatemi a staccarle via
se non possono essere
mutate in ali vere
aiutatemi ad attaccarne
altre che siano finalmente
quelle giuste per affrontare
il volo più bello
il volo della pace

Il mostro

il mostro aveva un nome
ma non mi è stato detto
il mostro aveva un viso
ma non mi è stato mostrato
il mostro aveva un corpo
ma ne ho sentito solo il peso
il mostro aveva mani
che andavano dappertutto come mille viscidi tentacoli
il mostro odorava
di ferro e fiori
il mostro mormorava
cantilene per me senza senso
il mostro ha venduto la mia anima
perché non ne aveva una
il mostro morirà
perché la mia anima è ancora
MIA

Il mio mondo

Mi chiamavano “Principessa”
ed io mi sentivo in una fiaba
Mi dicevano “sei speciale”
ed io mi sentivo la preferita
Mi dicevano “non dirlo a nessuno”
ed io mi sentivo grande
Mi dicevano “è un nostro segreto”
ed io mi sentivo importante
Mi portavano nel “posto nascosto”
e per me era un’avventura
Il mio mondo a cinque anni,
una delle età più belle,
per molti ma non per tutti
e di sicuro non per me.
Dietro quelle belle parole
si nascondevano desideri osceni
che agli occhi di quella bambina
erano solo giochi strani
“Dai, giochiamo insieme”…
quale bambina avrebbe detto di no?
Dopo anni di “GIOCHI”
e quando il dolore
cominciava a diventare
insopportabile
tanto da desiderare
la morte
la bambina trovò il
suo modo di sopravvivere
e lo insegnò alla sua “amica”
Quelle parole ormai la facevano sentire
sporca, schifosa, in colpa,
provava vergogna per quello che faceva
ma nel suo mondo
tutto era diverso
Lì era davvero importante,
lì era davvero grande
e tutti la ascoltavano
cantare ad occhi chiusi
e col cuore colmo di emozioni
Tante volte ancora
ha desiderato la morte,
l’ha cercata ma
non era per lei,
il suo destino era un altro:
sconfiggere i mostri…
Sta ancora lottando
ma ogni giorno è più forte
e sa che non è sola a combattere
Può chiedere aiuto
e sa che troverà sempre
qualcuno
Ogni tanto si rifugia
ancora nel suo mondo
ma è solo per riprendere fiato
e riposare
Il lieto fine arriverà,
lo sente…
arriverà

Monica (una bimba di 5 anni in un corpo di donna)